Sant'Angela Merici

Nacque a Desenzano del Garda nel 1474, secondo la tradizione in via Castello (è facile da raggiungere da Piazza Malvezzi).

La sua famiglia in seguito si trasferì in campagna, in località Grezze. Oggi di quella casa resta un piccolo edificio con tre stanze e un portico (tel.0309912042 - orsolineur@legrezze.191.it). Questo ambiente campagnolo, dove si lavorava quotidianamente anche in modo duro, influenzò il pensiero di Angela, impregnato di profonda spiritualità, ma anche di concretezza. La morte dell’amatissima sorella e poi quella di entrambi i genitori che la lasciarono orfana a quindici anni, la condusse a Salò, il paese di provenienza della madre, dove rimase per cinque anni, ospite di uno zio facoltoso. Qui diventò terziaria francescana nel convento dei Frati Minori Osservanti di San Bernardino.
Tornata a Desenzano alle Grezze, mentre era dedita alla coltivazione dei campi ebbe una visione celestiale, una “scala”, che ricorda quella di Giacobbe, con una processione di angeli e vergini a due a due che suonavano e cantavano; nella medesima visione la sorella morta le preannunciò che avrebbe fondato una “Compagnia” di vergini. In località Brodazzo, fra Desenzano e Padenghe, ebbe una seconda visione che le precisava che “prima di morire” avrebbe dovuto fondare a Brescia la “Compagnia delle vergini“. In effetti Angela solo dopo i sessant’anni fonderà il suo Ordine. Nel frattempo si trasferì a Brescia, su invito dei suoi superiori francescani di Salò, per assistere una nobile che aveva perso il marito e i figli. 

In questo periodo iniziò i pellegrinaggi, prima a Mantova per venerare la tomba della Beata Osanna Andreasi, poi al Sacro monte di Varallo (Vercelli), quindi nel 1524 insieme con un suo cugino e un amico pellegrino, si recò a Venezia per imbarcarsi per la Terra Santa.  

Durante il viaggio fu colpita da quasi totale cecità, riacquisterà la vista solo al ritorno. Angela accettò lo strano fenomeno, interpretandolo come un segno della Provvidenza che le aveva dato l’opportunità di “vedere” solo con gli occhi dello spirito i luoghi in cui visse e morì Gesù.
Nel 1525 si recò a Roma per il Giubileo; anche se il Papa Clemente VII avrebbe voluto trattenerla a Roma, ella tornò precipitosamente a Brescia dove si sentiva chiamata a fondare il suo Ordine. 

Sant’Angela è la prima pellegrina della storia moderna e nella iconografia ufficiale è spesso rappresentata come tale, col bastone e la conchiglia. Da sottolineare che visse in tempi perigliosi, l’Italia era stata invasa dagli eserciti francesi, era diventata campo di battaglia nelle guerre combattute fra Impero e Francia, proprio nel 1525 Roma venne messa a sacco dai Lanzichenecchi. 

E’ anche il periodo in cui a Peschiera si manifestò la Madonna sul frassino. 

Nel 1533, a sessant’anni, fondò la “Compagnia delle dimesse di Sant’Orsola”. “Dimesse “perché non vestivano l’abito monacale. Le giovani che si erano radunate intorno a lei non avevano la protezione  del convento né quella dell’istituto del matrimonio, esse dovevano vivere nel mondo e restare fedeli a Cristo. Quindi Angela dà nuova dignità alla donna nubile, uno stato ai suoi tempi disprezzato. La Regola scritta per le giovani che aderivano alla “Compagnia” fu approvata nel 1536. Lasciò anche un “Testamento” e i “Ricordi” per le responsabili, alle quali raccomandava un metodo educativo fondato sull’amore e sul rispetto dell’altra. Morì a Brescia nel 1540 e fu sepolta nella chiesa di Sant’Afra, oggi Santuario di Sant’Angela. Il suo corpo rimase esposto per trenta giorni alla devozione dei fedeli. In quell’occasione Alessandro Bonvicini detto Il Moretto potè dipingerne il ritratto funebre. Già Girolamo Romanino, altro grande pittore suo contemporaneo, aveva dipinto una tela che costituisce una specie di “manifesto” della Compagnia di Sant’Orsola. 
 

É Santa dal 1807. 

La ”Compagnia delle dimesse di Sant’Orsola” fu la prima congregazione secolare femminile sorta nella Chiesa, la sua Regola diede origine a varie Congregazioni religiose. Già in vita, Angela fondò ben 24 rami di Orsoline, che dopo la sua morte furono raggruppate in tre settori: le “Orsoline secolari” che vivono nelle proprie famiglia e si dedicano alle opere di misericordia nelle parrocchie in cui vivono, le “Orsoline collegiali” che gestiscono collegi e conducono una vita in comune, le “Orsoline claustrali” che vivono nei conventi, dedite a vita contemplativa. 

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Teca con esposto il corpo di Sant'Angela a Brescia nella omonima chiesa